Non solo Babbo Natale

A quanto pare, Federico Cella non potrà più essere nostro docente per motivi burocratici. Mi dispiace e mi sembra ingiusto, nei suoi confronti e nei nostri. Questo post è dedicato a lui, perché voglio ringraziarlo per l’impresa di cui è stato co-protagonista: farmi aprire un blog. Le premesse non erano rosee: non solo non mi ero mai dedicata a una pagina personale su WordPress, ma non mi interessava e non ne sentivo l’esigenza. Eppure, scrivere questo pezzo mi ha divertita. Quindi, spero che avremo ancora la possibilità di collaborare. 

Ogni anno la stessa storia. Legge lettere, esaudisce desideri, incorona sogni. Mangia ingenti quantità di biscotti, beve fiumi di vino rosso. Ingrassa, ma si cala lo stesso dai camini delle case senza svegliare mai nessuno (i misteri della vita). Quatto quatto, consegna regali per poi recuperare le sue renne, forse ubriache come lui.

Il 25 dicembre Babbo Natale arriva, anche se ormai non ci crediamo più. Un anno per riposare, una notte per fare il giro del mondo. Esce in tarda serata e la mattina torna puntuale. È libero come l’aria: non ha né colleghi, né capi, né sottoposti. Competitors, pochini: giusto la Befana e il topo dei denti – ammesso sia ancora in attività – ma non c’è gara. Visto il suo straordinario talento nella consegna di pacchi e pacchetti, c’è da stupirsi che Jeff Bezos non l’abbia ancora notato come potenziale nuovo arrivo per Amazon.

Meglio così forse. Finché rimane un lavoratore autonomo può continuare a girare per tutto il mondo e per l’Europa, come si nota nella mappa qui sopra. Ogni Paese ha il proprio modo per dire “Babbo Natale”: saranno diversi personaggi o è sempre lo stesso che pecca di di protagonismo? Difficile decidere. Fatto sta che ogni angolo d’Europa lo conosce.

Babbo Natale nasce San Nicola, un greco nato nel 280 d.C e divenuto vescovo di Mira, nell’odierna Turchia. Qui, il suo nome è Noel Baba e per i non cristiani rappresenta l’arrivo del nuovo anno. Nella vicina Grecia è invece conosciuto come Agios Vasilios, San Basilio, ed è festeggiato l’1 gennaio. Ma il Mediterraneo non basta: Babbo Natale è arrivato fino al profondo Nord, dove ora risiede. Il suo villaggio, nella finnica Rovaniemi, è un’oasi di giostre nella calma innevata della Lapponia. Ogni anno, molti turisti sfidano il congelamento e l’ibernazione pur di fargli visita.

Proprio in Finlandia lo chiamano Joulupukki, traducibile come “Christmas goat”, “capra natalizia”. Il termine affonda le radici fra le tradizioni pagane e sciamaniche che puntano a travestire gli animali per dare loro connotazione simbolica.

Il premio per il nome più bizzarro lo vince però l’Irlanda e il suo gaelico Daidaín na Nollaig. Non è da meno neanche l’Islanda, con jólasveinar, un temine usato per indicare personaggi di fantasia e del folklore.

Per gran parte dell’Europa, invece, Babbo Natale è il “papà” di tutti noi: Pére Noèl, Papà Noel, Father Christmas ecc. Su Santa Claus e la Coca-Cola è già stato detto fin troppo.

Se è vero che le fiabe non servono, è pur vero che una parte di noi non riesce a farne a meno: che sia turco, inglese, islandese o tutte e tre, Babbo Natale rimane l’unico autentico scassinatore che vorremmo trovarci in casa.  Per il suo ingresso, compreremmo un camino volentieri.

Nota conclusiva. Chi sta scrivendo, è stata fra i turisti amanti del freddo artico e ha fatto visita a Santa/Babbo/Père nel suo villaggio. Nel corso di una breve ma intensa conversazione, la scrivente ha scoperto che il Babbo conosce la sua città natale, Pavia. Alla domanda: “ci sei mai stato?” la sua risposta è stata da copione: “every year, you know“. Coerente e conciso.

 

mappa babbi natale

 

 

 

 

 

 

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