Il presepe parlante

La mappa c’è, ma contarli uno a uno è impossibile: i presepi viventi coprono quasi tutta la Penisola e brillano, come punti luce, anche nei paesi più periferici e nascosti. Meno evidente la loro presenza al Nord, più corposa al Centro e al Sud. Una tradizione che ha radici antiche, risalenti al tredicesimo secolo.

A iniziare tutto fu San Francesco: durante la sua permanenza a Greccio, in provincia di Rieti, si ingegnò per riprodurre il primo presepe al mondo. Correva l’anno 1223, e ad aiutarlo ci pensò Giovanni Velita, il proprietario del feudo al cui interno si ergeva l’eremo del Santo. E proprio a Greccio si tiene ogni anno uno fra i presepi più suggestivi del Centro Italia, una sorta di “meta-presepe” suddiviso in sei quadri viventi, che raccontano la nascita di questa tradizione e la storia di San Francesco d’Assisi. In linea con il passato e con le tradizioni, dal 1992 Greccio è gemellato con Betlemme.

Ma anche Tricase, in provincia di Lecce, non scherza: ogni anno il monte Orco torna indietro di 2000 anni e si trasforma nella città meta dei Re Magi.

Nella marchigiana Genga, in provincia di Ancona, c’è il presepe più grande d’Italia. Secondo i gengarini, il più esteso del mondo. Occupa 30.000 mq2 nella Gola di Frasassi, coinvolge oltre 300 figuranti e dal 1981 a oggi ha attratto oltre 380.000 visitatori. Tutti gli incassi vengono devoluti in beneficenza, in pieno spirito natalizio.

Per trovare la regione con più presepi viventi bisogna puntare a sud e dirigersi in Campania, dove questa usanza ha diffusione quasi capillare. Basti pensare che nella sola provincia di Benevento ce ne sono almeno tre: Morcone, Pietrelcina e Baselice. Arroccato e ideale per queste rappresentazioni primo, borgo di Padre Pio il secondo. Il terzo fa da cornice a oltre 350 figuranti che rievocano 40 scene, fra cui il palazzo di Erode e l’accampamento dei Re Magi.

Se è impossibile contarli tutti e tracciare quindi una mappa più precisa di quella qui sopra, un punto resta fermo: vivente o no, il presepe è una tradizione secolare che continua ad attirare turisti, fedeli o atei che siano, e ad animare l’orgoglio delle tante Italie sparpagliate per la Penisola.

 

 

 

 

 

 

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