Dove sono i miliardari

Un rapporto recente di UBS e PWC ha analizzato la diffusione e la distribuzione della ricchezza nel mondo. Sotto la lente d’ingrandimento è finito il numero di miliardari, non uniformemente sparso per il globo. Come dimostra la mappa del caso (immagine di copertina), Stati Uniti e Cina sono le isole dorate. Nel Paese a stelle e strisce sono state contate ben 585 persone in grado di fatturare sopra il miliardo, per un totale di ricchezza capace di sforare i 3,1 trilioni complessivi. La culla del capitalismo non si smentisce mai. L’ American Dream esiste ancora, almeno per i vari Jeff Bezos, Bill Gates e Mark Zuckerberg, leader della ricchezza mondiale.

Attenzione però, perché i nemici si stanno avvicinando dall’Oriente. La Cina è l’economia in espansione per eccellenza e ciò si intuisce anche dalla cifra dei miliardari, giunti a 373. La Grande Muraglia fa da cornice a poco più di un trilione che, seguendo questo trend, potrebbe continuare a crescere in maniera vertiginosa. Dalla via della seta percorsa da Marco Polo sono trascorsi secoli, ma nel frattempo i grandi imprenditori cinesi hanno scoperto nuovi remunerativi itinerari per imprimere più a fondo il marchio Made in China. Da Jack Ma, fondatore dell’Alibaba Group, fino al più noto, almeno in Italia, Zhang Jindong, che con il suo gruppo Suning, nato da un semplice negozio di elettrodomestici, ha bussato alle porte di Milano per comprarsi l’Inter. La crescita della Cina è sintomatica di quella più generale del continente asiatico, trainato da super-economie ormai arcinote e altre protagoniste di un rapido sviluppo. L’India è un’altra nazione che presenta un numero di miliardari in tripla cifra: 119 per una somma di 440 bilioni accumulati. Uno Stato che produce ricchezza ma, al tempo stesso, profonde diseguaglianze sociali. Chi non ha problemi di ordine sociale è Hong Kong, dove i soldi prodotti continuano a maturare una parabola inversamente proporzionale alla grandezza del territorio. In poco più di 1104 chilometri quadrati vivono beatamente ben 67 miliardari e giacciono, sparsi tra depositi, portafogli e mercati azionari, 335 bilioni. In tutto ciò vi starete forse chiedendo le sorti del Giappone, che abbiamo sempre conosciuto come una grande potenza economica. Ebbene, nonostante la sua economia si confermi come una delle più floride, i miliardari non superano quota 35. Un piccolo paradosso, ma che contribuisce, assieme ad altri stati, a rendere l’Asia, e più in generale l’Estremo Oriente e il Pacifico, come il serbatoio con la più alta incidenza di miliardari, quasi il 40% del totale mondiale.

Mappa miliardari

Spostandoci dalle nostre parti, troviamo un’Europa che guarda da lontano sia in direzione est che in direzione ovest, ma con due roccaforti che non possono proprio lamentarsi, la Germania e la Russia. Sotto il naso di Angela Merkel e di Vladimir Putin prosperano, rispettivamente, 123 e 101 ricconi squattrinati. Nonostante gli sforzi, l’Italia non riesce a mettersi al collo la medaglia di bronzo continentale. Il Regno Unito, dall’alto dei suoi 54 miliardari, saluta i 43 italiani. Il Belpaese può però vantarsi della vittoria del derby con la Francia, che si limita a 40 miliardari, alla faccia della grandeur. Peccato che questi 40, messi assieme, producano una somma che quasi doppia la nostra (in senso lato, purtroppo qua ancora non riusciamo a contribuire): 320 a 170 bilioni. Che fare per colmare il gap? Sperare che i signori Armani, Berlusconi e Del Vecchio incrementino i loro business? O un super-mega-galattico reddito di cittadinanza che ci proietti ad altezze “cino-americane”? Meglio accontentarsi. Altrimenti con i miliardi ci ritroviamo a pagare le sanzioni. Chi si accontenta gode, dopotutto.

P.s: se non avete riconosciuto la pregevole scrittura della padrona di questo blog, avete avuto una gran bella intuizione. Sono Bernardo Cianfrocca ed oggi sono capitato qui a dispensare qualche parola e informazione. Se sono riuscito ad intrattenervi, dalla prossima volta mi troverete qui.

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