Il giorno nero

Il venerdì nero è tornato anche quest’anno, puntuale. E con lui, tutte le immagini che gli fanno da corredo: assalti ai negozi, code interminabili, maratone dell’attesa, guerre fratricide per l’ultimo paio di jeans scontati a 19,99 euro. Se le offerte chiamano, il mondo risponde. Alcuni Paesi più di altri, come dimostra la mappa qui sopra, tratta da Statista. È una stima – svolta in anticipo –  relativa alla spesa che 12.000 consumatori di 55 stati diversi avrebbero svolto in occasione del Black Friday. Dal grafico emergono Regno Unito, Germania, Stati Uniti, Canada, Messico, Argentina, Australia. Dai 70 ai 515 dollari. Agli estremi, rispettivamente, India e Stati Uniti. Sarà che i clienti Usa giocano in casa, perché il venerdì nero parte proprio da Oltreoceano: è un’antica tradizione che affonda le radici negli anni Sessanta, quando si stabilì che il venerdì successivo al giorno del Ringraziamento – Thanksgiving Day – i commercianti avrebbero concesso sconti speciali sulle proprie merci. È il fischio d’inizio al via vai delle spese natalizie. Perché è nero? Difficile dirlo con certezza. Secondo alcune voci, sarebbe un rimando all’inchiostro usato dai negozianti per segnare l’andamento degli affari: rosso se in perdita e nero se in attivo. In occasione del Black Friday le entrate superavano di gran lunga le uscite e i commercianti erano ben felici di usare solo l’inchiostro più scuro. C’è però un’altra versione: il nero sarebbe un’allusione al traffico dilagante delle macchine impazzite per le strade d’America, responsabili dell’impennata di smog e inquinamento. Il week end lungo delle spese pazze non è solo black, è anche cyber: oggi 26 novembre si è aperto il Cyber Monday, la giornata dedicata agli sconti su tecnologia ed elettronica. Aderiscono i giganti del settore: MediaWorld, Unieuro, Euronics, Apple.

 

Black 2

 

E in Italia? Il mercato più in espansione è quello dell’e-commerce. Lo afferma Codacons, che stima una spesa italiana intorno al miliardo e mezzo: le vendite online sono cresciute del 25% rispetto al 2017. Sul territorio nazionale, 15 milioni di Italiani hanno acquistato almeno un prodotto.

Ma non tutti vanno a fare shopping. Fra una spesa e l’altra c’è anche chi protesta. Greenpeace, in particolare, ha dato il via alla #makesomethingweak, iniziata proprio in occasione del venerdì nero e in previsione fino al 2 dicembre. Organizzate decine di eventi su tutto il territorio italiano. Questo l’obiettivo: esortare i consumatori a riciclare piuttosto che comprare, nel rispetto dell’ambiente e contro lo spreco. Workshop e laboratori che sposano l’ideologia ecologista, dalla realizzazione di addobbi natalizi alla ricetta per cosmetici. Tutto naturale, nulla monouso. Buy nothing, make something.

A simboleggiare il progetto, un enorme pacco regalo di plastica infiocchettato di rosso, come a voler restituire un regalo sgradito. Approvazione dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa: “Ogni iniziativa volta a sensibilizzare i cittadini sulla riduzione della produzione dei rifiuti fa bene al pianeta. Ringrazio Greenpeace per aver messo l’accento sulla prima erre del ciclo corretto dei rifiuti”. (Sopra il video tratto dall’agenzia di stampa Askanews).

E intanto, mentre nell’ America profonda del Tennessee la folla impazzisce all’assalto del negozio Pink di Victoria Secret, dilagano gli scioperi dei dipendenti Amazon in Spagna, Germania e Francia. Richiedono migliori condizioni di lavoro: a sostenerlo è l’agenzia Usa Bloomberg. Il giorno nero, appunto.

 

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